Fuggi da ….


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«È mezzogiorno, e il sole maledetto m’infiamma addirittura il cervelletto…

Ho il respiro affannoso, e nel polmone par che bruciasse un pezzo di carbone…

Deh, sorreggimi, amico mio, per pietà Non far ch’io crepi nella tua città…

È bella Foggia, sissignore è bella: ci ha la sua villa ricca di mortella, un boschetto poetico, ridente, col lago, con la grotta e col…pe zzente; un teatro elegante, larghe vie, magazzini di mode, birrarie; ci ha settecento e più fosse pel grano, chi ha il vecchio Lanza col bastone in mano; belle ragazze, svelti giovanotti, e vanta pur parecchi patrioti: 

E’ bella Foggia, sissignor, lo so,

ma a Foggia come viver si può s’è si forte il calor, durante il giorno, che ti sembra di star proprio in un forno ?!… Corpo di Giuda ! me ne vo’ s cappare, alla Napoli mia voglio vol a re … Tu, intanto, prega il sindaco Carella Non trascurar la sua città si bella. Non gli chiedete, no, lo sventramento, ma solo un pochettin d’innaffiamento, se no, sul vecchio adagio ognun si poggia, e dice al forestier.  

Fuggi fa Foggia !..»

Nondarò (tal Giuseppe Adabbo). Foggia, 17 giugno 1887

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