Lago di Lario.. “Quel ramo del lago di Como …”


Il lago di Como (o Lario) risale all’epoca glaciale. Di forma a Y rovesciata, con i due rami che si protendono a sud verso Lecco e a sud-ovest verso Como.

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Grazie a un clima mite, che   favorì lo sviluppo arboreo, il Lario fu abitato sin dall’epoca protostorica.  Si   ebbe poi la colonizzazione romana, culminata con la fondazione di Como, data   l’importanza del lago per la difesa dei territori padani e come via di   collegamento alle terre d’Oltralpe.  Nello stesso periodo si diffuse la fama del   lago, delle sue sponde e delle abitazioni che cominciarono a sorgervi.  Tra i   primi cantori delle virtù del lago furono i latini Cassiodoro, Plinio il   Vecchio, Plinio il Giovane (nativi di Como) e Strabone. Nel tempo si aggiunsero   a queste voci quelle di Paolo Diacono, di Leonardo e di Benedetto Giovio.  Il   lago acquisì fama internazionale tra il Settecento e l’Ottocento, con il trionfo   della “civiltà di villa” prima, e con lo sviluppo del turismo d’élite, poi.

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Veduta del lago dal Castello di Vezio

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Il   lago di Lario divenne così tappa obbligata per i viaggiatori e scrittori in   visita in Italia: ne scrissero tra gli altri Bourget, De Musset, Longfellow,   Stendhal e Flaubert.  Il brano più noto é la celebre apertura dei Promessi Sposi:   “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno…”, con la quale il Manzoni   immortalò il versante lecchese.

Tratto da: GESTIONE NAVIGAZIONE LAGHI ITALIA.

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Vista dalla torre del castello di Vezio

Castello di Vezio

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Cosa visitare…

COMO: Il Duomo, le Chiese di Sant’Abbondio e di San Fedele.

TORNO: Porticciolo, Chiese di Santa Tecla e San Giovanni.

ISOLA COMACINA: Unica isola del Lago di Como.
TREMEZZO: Villa Carlotta con il suo giardino ed il parco botanico.
BELLAGIO: Borgo caratteristico, Villa Melzi.
MENAGGIO: Il comune porta testimonianze della Belle Époque.
VARENNA: Villa Cipressi e Villa Monastero, il Castello di Vezio.

BELLANO: Orrido di Bellano formato dal Torrente Pioverna.

GRAVEDONA: Santa Maria del Tiglio e Palazzo Gallio.
PIONA: Abbazia fondata da monaci Cluniacensi.
COLICO: Sulla via dello Stelvio e Maloja.
LECCO: Luoghi Manzoniani.

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Varenna

L’orrido di Bellano

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Cosa e dove mangiare…

Sul dove nessun dubbio,

Bisogna trovare un CROTTO*!

Cosa? be’ Guardate ed annaspate!

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SCIATT

Pizzoccheri alla valtellinese

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Se riuscite a trovarlo, nascosto tra i monti

in località Morbegno vi consiglio

LA PECORA NERA.

Fame? Curiosi?

Non vi resta che partire alla

scoperta delle bellezze del lago!

Buon Viaggio…

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*Un crotto, chiamato Grotto nella Svizzera Italiana, è una cavità naturale tipica delle regioni montuose del nord Italia, in particolare delle zone del lago di Como, della Valchiavenna e della Valtellina, tutte e due facenti parte della provincia di Sondrio. I crotti sono anfratti naturali che penetrano entro i resti di antiche frane staccatesi in un lontano passato dai versanti della vallata. Il Grotto per definizione è ristorante-locanda-osteria con cucina tipica e un buon rapporto qualità prezzo.

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