Curva di Laffer – Punti di forza e limiti.


Alla fine degli anni 70 Arthur Laffer impiego un grafico per convincere l’allora candidato repubblicano alle presidenziali del 1980, Ronald Reagan, a diminuire le imposte dirette. Si tratta di una curva a campana che mette in relazione il reddito nazionale con i tributi. Può essere usata per rappresentare il peso del fisco sull’economia privata oppure può essere usata per osservare il rapporto che per un soggetto i-esimo esiste tra i tributi pagati ed il suo reddito.


______________________________

Se indichiamo sull’asse delle ascisse le aliquote e sulle ordinate il gettito. Spostandosi verso destra, all’aumentare delle aliquote, il gettito dapprima cresce (consideriamo infatti il tratto OL), una volta raggiunto il massimo, inizia a decrescere (tratto L ). In particolare si può verificare che si riesce ad avere lo stesso gettito (proiezione di M ed N sulle ordinate) con aliquote diverse, in particolare TM <TN. La spiegazione è semplice:all’aumentare dell’aliquota, poiché il debito di imposta aumenta, il beneficio di cui un soggetto gode lavorando per un’ora al netto di imposta si riduce sempre di più. Supponiamo che ad esempio in M ci sia una tassazione pari a 10 minuti per ora, cioè l’individuo, quando l’aliquota è TM, per ogni ora di lavoro, lavora 50 minuti per sé e 10 per lo Stato. Immaginiamo che in L l’imposta sia pari al 50%, quindi per ogni ora di lavoro è come se l’individuo lavorasse 30 minuti per sé e 30 per lo stato. A destra di L, per ogni ora di lavoro, i minuti di lavoro per lo Stato crescono mentre diminuisce la parte a disposizione del singolo. In N potrebbe accadere che il nostro soggetto sia costretto, data l’aliquota elevata, a lavorare 50 minuti per lo Stato e 10 per sé. Tale fatto potrebbe indurre l’individuo a modificare la scelta tra tempo libero e lavoro, favorendo il primo e causando una riduzione del reddito imponibile. Questo spiega il perché in M, con un reddito elevato e aliquota bassa, riusciamo ad ottenere lo stesso gettito che si ha in N, dove l ‘aliquota è alta ma il reddito è basso. Se è possibile raggiungere lo stesso gettito con due aliquote è meglio scegliere quella che ha effetti distorsivi minori sull’attività privata (nell’esempio proposto TM).

Tratto da: IL CROCEVIA

Nella teoria keynesiana, il debito pubblico è pari alla differenza fra tasse e spesa pubblica; il gettito fiscale è dato dall’aliquota moltiplicata per il PIL o reddito nazionale, ed è direttamente collegata alla produzione della ricchezza. Secondo Laffer esisteva un’aliquota, corrispondente all’ascissa del punto più alto della curva a campana, oltre la quale un aumento delle imposte avrebbe disincentivato l’attività economica e quindi ridotto il gettito, in misura crescente, fino al punto in cui il prelievo fiscale, se raggiungesse il 100%, causerebbe l’azzeramento del gettito. È noto l’andamento qualitativo della curva, mentre esiste un dibattito fra economisti riguardo al valore dell’aliquota che ottimizza le entrate pubbliche. La riduzione del gettito è a sua volta interpretabile come cessazione delle attività economiche a causa di una pressione fiscale eccessiva, o come aumento dell’evasione ed elusione fiscale.

Oltrepassata l’aliquota ottimale il gettito fiscale tende a diminuire per tre fenomeni: EVASIONE, ELUSIONE, SOTTRAZIONE.


La curva di Luffer non è affidabile al 100% ma evidenziando le relazioni esistenti tra PiL e tributi potrebbe servire al nostro ministro dell’economia ed al governo a comprendere come funziona l’economia politica.. Magari potrebbero riuscire a capire cosa stanno creando con le loro manovre e manovrine.

OCCHI APERTI RAGAZZI…

LA GRECIA E’ DIETRO L’ANGOLO.


Annunci

2 Risposte to “Curva di Laffer – Punti di forza e limiti.”

  1. Ciani Angelo Says:

    Non è facile stabilire qual’è il punto ideale dell’aliquota;probabilmente varia da stato a stato. Per esempio ,ci sono stati con tasse alte (vedi certi paesi scandinavi) che vanno meglio di paesi con aliquote basse. Per l’Italia penso che siamo al punto massimo, e non si possa aumentarle di più.

    Mi piace

    • Paghiamo troppe tasse non c’è dubbio. Il problema vero è che non riceviamo servizi adeguati in cambio. Uno stato che usa i fondi raccolti dalle tasse per migliorare la vita dei cittadini e democratico e giusto, un gruppo di ladri che ruba dalle tasche dei cittadini è paragonabile alla mafia!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: