il Re di Napoli


Non sono mai stato un patito della musica napoletana ne un fan di Mario Merola ma tra film e canzoni che mi sono passate davanti quando ero bambino posso dire di conoscere la sceneggiata partenopea. Mio padre grande estimatore del genere quasi si commuoveva per film come “O ZAPPATORE” dove veniva rappresentato l’uomo semplice, quello capace di affrontare la vita senza uscire da se stesso o dai propri principi di correttezza e moralità; un uomo che costruendo onestamente le proprie fortune si trovava comunque costretto a scontrarsi con un sistema malato in cui spesso inseguire il successo o piu’ spesso il denaro significa dimenticare le proprie origini.
Un modello positivo il Re di Napoli, come ormai i Media lo hanno soprannominato… Un uomo amato dalla sua città che lo ha salutato come un vero Re. Parlare di Mario Merla senza parlare di Napoli non è possibile, un unione indissolubile tra tradizione e cultura popolare; un uomo innamorato della sua terra che alla domanda

QUAL’ E’ LA CITTA’ PIU’ BELLA DEL MONDO?
Risponde: NAPOLI!

Una Napoli splendida ma “deviata”. Si dice che l’amore nasconde tutti i difetti di cio’ che si ama e Mario Merola amava Napoli. Lui che con la CAMORRA sicuramente nella sua vita si sarà scontrato o da cui imparò a prendere le distanze (come spesso accade per chi vive a stretto contatto con realtà degradate). Napoli è il simbolo di un Italia malata, una malattia senza nome che è ormai normalità in cui legalità e illegalità hanno imparato a convivere tacitamente ma nonostante ciò Mario Merola amava la propria città e già per questo rappresenta un simbolo positivo…Un artista che ha saputo incarnare con la sceneggiata napoletana i mille volti della nostra società. Forse un uomo rude e chiuso nei propri principi ma comunque un uomo da imitare perché capace di inseguire i propri sogni. Chiudo con una delle risposte a un intervista rilasciata alle IENE che mi ha dato speranza
anche se non mi sento un uomo religioso.

Intervistatore: Cosa c’è dopo la morte per lei Signor Merola?

Mario Merola: LA VITA.

Biografia di Mario Merola (1934 – 2006)

Nasce a Napoli, il 6 aprile 1934, da una famiglia assai povera; in giovinezza lavora come aiuto cuoco, in seguito è scaricatore di porto, al molo Beverello. La sua attività canora comincia con le feste di piazza e le cerimonie nuziali, dove la sua immagine di cantante “di giacca” – ovvero versato in brani a tinte vivide, di coloritura drammatica, per eseguire i quali è necessario un abbigliamento specifico – prende a consolidarsi. La svolta si ha con la canzone “Malu figlio” che, incisa su disco, finisce in una sceneggiata da lui interpretata presso il teatro Sirena di Napoli. E’ l’inizio del successo: Merola entra in un mondo nel quale, in breve tempo, s’impone quale personaggio di primo piano, acclamato dai suoi concittadini e, in seguito, pure fuori dai confini regionali. La sua grande intuizione, di fatti, è quella di riportare in vita la cosiddetta sceneggiata: storie a un tempo violente e sentimentali, a mezza via fra la canzone popolare e Raffaello Matarazzo, popolate da piccoli malavitosi, zappaterra dal cuore d’oro e “malefemmene”, reali o presunte. Nel ’76 è lui ad aprire il primo ed unico Festival dedicato al genere, dal titolo “Mammà”, con accanto colleghi del valore di Mirna Doris e Nuccia Fumo; due anni più tardi, propone nei teatri una versione aggiornata di “Lacreme Napulitane” di Libero Bovio – cui dedicherà nell’84, per festeggiare i propri venticinque anni di carriera, un intero spettacolo, “Felicissima sera”, verso con cui si apre la celeberrima “Zappatore”, suo autentico cavallo di battaglia – dal titolo in lingua “L’emigrante”. Trionfatore sui palcoscenici di mezzo mondo, segnatamente quelli degli Stati Uniti e del Canada, Merola diviene figura emblematica d’una Napoli antica, pur non priva di chiaroscuri. Segnatamente nel suo percorso di attore cinematografico (principiato nel ’73 con “Sgarro alla camorra” di Ettore M. Fizzarotti e proseguito sino ai primi anni ’80), egli è infatti chiamato ad indossare spesso i panni di uomini “di rispetto” se non addirittura quelli di guappi, camorristi, contrabbandieri: l’immagine già di per sè ambigua d’una malavita bonaria, legata ai valori famigliari e religiosi, avversa quanto le forze dell’ordine ai trafficanti di droga ed agli individui “senza onore”, assume coloriture inquietanti quando collegata a certe sue discusse – e non si sa quanto fondate – frequentazioni. Da segnalare, ancora, una sua apparizione nella soap opera “Un posto al sole” (1996), ove impersona don Tommaso Morraca, per la regia di Giambattista Avellino. Quasi stroncato da un infarto nel ’97 sente la città stringerglisi attorno, dalla gente comune accorsa a frotte – e pregata dall’allora sindaco Bassolino di restare a casa per evitare di bloccare il traffico – ai cantanti melodici napoletani, impegnati sotto le finestre dell’ospedale “Cardarelli” in un’interminabile staffetta canora. Poi, nel 2006, l’edema polmonare che rapido porta via, la sera del 12 di novembre, l’ultimo re di Napoli.

Francesco Troiano.
Biografia tratta da:Rai.it
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6 Risposte to “il Re di Napoli”

  1. Complimenti per il post……e te lo dice una napoletana doc…..bello quello che hai scritto senza essere retorico…..
    avrei voluto farlo anchi\’io ma tu sei stato bravo ma per motivi…..miei vedi il cucciolo mio ha avuto un incidente in moto allora  trascurato blog amici…ma te e\’ doveroso dopo questo  omaggio a Merola salutarti

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  2. Non ho mai amato Mario Merola …
    ma ne ho apprezzato la tenacia, l\’attaccamento per la sua e la mia città …
     
    Non sarà stato un gran cantautore, ( parlo per me, perchè so che è conosciuto in tutto il mondo )
    ma sicuramente l\’uomo che fu mi rimarrà in memoria …
     
    Accolgo il tuo invito a parlare di lui …
    ed allora lo saluto qui …
    e mando un bacio pure a te …
    anche se forse non lo meriteresti
    visto che mi hai lasciata col fianco scoperto!
     
    Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr :*
     

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  3. perlinavichinga Says:

    infatti non mi preoccupavo… l\’ho specificato alla fine del post… il testo l\’ho pubblicato perché lo adoro e adoro chi l\’ha scritto… ma non mi ci rivedo assolutamente in questo periodo, perché sono felicissima… mi ci vedevo in passato…
    su merola non commento, l\’ho sempre ingnorato, quindi non mi va di fare l\’ipocrita adesso…
    buon week end!

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  4. Valentina Says:

    Toscana..Follonica…ovvio che te le consiglio..in primavera però o anche in estate!!!
    Ti ringrazio per le tue incursioni nel mio blog…sono graditissime…e ancora grazie per gli auguri in anticipo…
    passa un bel sabato..
    ciao vale

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  5. carotina Says:

    Ciao, per caso mi sono ritrovata nel tuo blog, ho sbirciato un pò e mi sono soffermata su questo post…
    beh, io pur essendo campana non sono mai stata una grande estimatrice di Merola e dei cantanti neomelodici in generale, anche se devo riconoscere che lui a differenza di questi ultimi (ripetitivi, smielati e con testi di canzoni assurdi ) ha dato vita ad un genere tutto suo ed è riuscito a farlo conoscere in tutt\’Italia!
    Salut 

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