Il Caso: Federico Aldrovandi. Basta con i regimi, vogliamo la verità.


La notte del 24 settembre dello scorso anno a Ferrara un ragazzo di 18 anni, Federico Aldrovandi, muore nelle mani della polizia. Lo lasciano per 5 ore sull’asfalto, nascondendo inizialmente la verità alla madre che lo cerca. La versione degli agenti parla di una chiamata dei residenti, allarmati dal comportamento strano del ragazzo che una volta fermato avrebbe dato in escandescenze. Se sia vero non si sa. La polizia nega la responsabilità della morte sostenendo che si sia ferito da solo e sia deceduto per overdose in seguito all’assunzione di droga. Gli esami tossicologici smontano la favola dell’overdose. I dettagli emersi dai referti medici, non ancora ufficializzati a 4 mesi dall’accaduto, parlano di numerosi segni di percosse su tutto il corpo, una ferita lacero contusa alla testa, le strisce viola delle manette ai polsi e lo scroto schiacciato. La madre racconta di aver riavuto i panni di Federico letteralmente imbevuti di sangue. La notizia rimane insabbiata per mesi. Solo in questi giorni il silenzio viene rotto da un blog della famiglia che chiede si faccia luce sulla vicenda.

La tendenza a lasciare campo libero alle forze dell’ ordine e’ dilagante nei paesi Occidentali dove ormai i dissidenti cominciano a rappresentare un numero sempre più considerevole della popolazione.. Bisogna opporsi con forza a questo Nuovo Regime.. Bisogna lottare contro chi vuole incatenarci a regole dettate dalla paura. A riprova della tendenza degli ultimi anni vi propongo un caso di regime vero e proprio che orami da 20 anni ha preso piede in un paese europeo.. Anzi no, è vero la svizzera non appartiene all’Unione Europea ma ne sfrutta solo i vantaggi derivanti dall’euro!!! Furbi sti svizzeri!!! Quindi la svizzera è un paese europeo ma solo geograficamente. Scusate non volevo ironizzare su un argomento cosi serio come la morte di un ragazzo di soli 18 anni ma sono fatto cosi; tornando a Federico la cosa gravissima dell’accaduto e’ che ad oggi dopo piu’ di 4 mesi dalla sua morte tutto sia ancora insabbiato in una spirale di omerta e di inganni. La famiglia di federico merita di sapere la verita’.. Il nostro paese non deve diventare come la Svizzera o almeno non per quanto riguarda questo aspetto sociale; ecco cosa è successo Oltr’alpe negli ultimi giorni…

Si è concluso con un’ assoluzione il processo contro la polizia svizzera che ha quasi ucciso due attivisti tagliando la corda da cui erano appesi per bloccare l’autostrada durante il G8 di Evian nel 2003. Continua cosi l’impunità della polizia in Svizzera, un paese dove solo il 3% degli incidenti che coinvolgono le forze dell’ordine vengono portati a processo e dove non si ricorda da 20 anni un caso in cui la polizia viene ritenuta responsabile.

 

 

E’ possibile visionare interamente gli articoli sul sito:

http://italy.indymedia.org/

 

Non c’è libertà senza verità.

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13 Risposte to “Il Caso: Federico Aldrovandi. Basta con i regimi, vogliamo la verità.”

  1. Natalia Says:

    Caro Francesco,
    sono convinta che quello che però piano piano si sta smuovendo( e con questo penso ai 414 commetnti sul blog dei familiari di Federico) sia qualcosa d\’importante. Oggi Federico, ieri Carlo…non dobbiamo scordarli; noi coetanei aabbiamo un ruolo importante…quello della memoria, di far sì che questi episodi non finiscano nel dimenticatoio. Abbiamo una grande capacità comunicativa, e questa nostra forza e rabbia è tale da permettere a questi assassini di vivere come all\’inferno…!
    Natalia

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  2. Unknown Says:

    Ciao. La vicenda di Federico Aldrovandi chiede ancora di essere chiarita, sia per la famiglia che per gli stessi poliziotti. Ma quello su cui vorrei mettere l\’accento è che dobbiamo collaborare con la parte sana della polizia perchè queste situazioni vengano stigmatizzate all\’interno del corpo, prima che all\’esterno. I poliziotti si sentono processati quando uno o più di loro vengono condannati per vari reati ma se loro per primi non emarginano quelli violenti noi abbiamo tutto il diritto di considerarli alla pari dei peggiori. Facciano emergere certe omertà ed ambiguità che connotano alcuni ambienti della polizia, emarginino loro per primi quelli che potrebbero nuocere al buon nome del corpo, e poi si potrà ragionare su colpe e ragioni.

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  3. roberto Says:

    Sei un grande Fra!!!
    mi pare d\’ver visto la mamma del ragazzo parlare in tv ieri,cio\’ non toglie che c\’è la volontà di insabbiare tutto,indovina su che telegiornale hanno trasmesso l\’intervista alla mamma di Federico?…

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  4. Giacomo Alessandro Says:

    Ciao Marin Franco,
       sono sicuro che non ti darà fastidio che come al solito ho preso ed incollato l\’articolo sul mio blog.
    Mi dispiace per quella famiglia…ma dalla mia gola non riesce ad uscire che un urlo di strazio strozzato dalla rabbia.
    La gente fuori di testa non dovrebbe ricoprire posti di potere. LUI non è morto ma lo hanno ammazzato.
    Cordoglio.

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  5. Unknown Says:

    Ciao. Torno a trovarti perchè il commento che ti ho lasciato ieri non lo ritengo completato (scusami ma stò facendo un corso per il CAAF della CGIL sul 730 e in più ho una bella bronchite, quindi centellino il tempo). Come dici tu è preoccupante la deriva dei paesi occidentali in merito al cosiddetto ordine sociale. Non siamo più delle solide democrazie liberali se dobbiamo accettare questa situazione. La paura del terrorismo può spiegare tutto? Anche la protesta NO TAV, nata fra la gente comune e spinta ad estremizzarsi per la reazione di politici e forze dell\’ordine, ha dato un segnale importante di quello che stà accadendo. Io voglio una polizia che mi difenda dai delinquenti, non dalla gente che protesta. Ma, ora che alla gente viene data la libertà di difendersi da sola, cosa farà la polizia? Mal pagata e male accessoriata, del poliziotto di quartiere nenche a parlarne, quali saranno i compiti che le verranno assegnati?  

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  6. Natalia Says:

    bè…no, non è un caso che abbiamo postato lo stesso argomento…io ho sbirciato sul tuo blog, è ho sentito il dovere di aiutare la diffusione di questa notizia…è proprio di questo che ti parlavo; di come siamo capaci di solidarizzare…questo non potranno togliercelo, Mai!
    Hasta Siempre, Natalia

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  7. Unknown Says:

    No che non sono disposta a pagare con la morte il conseguimento dell\’ordine sociale. In un paese democratico, dove la dialettica e il confronto stabiliscono le regole che danno stabilità alla società e oganizzano l\’ordine sociale, la polizia deve solo avere compiti per il mantenimento dell\’ordine pubblico. La deriva autoritaria di molti governi occidentali nasce proprio dall\’assimilazione dei due termini. Un governo che concepisce ordine sociale e ordine pubblico come un tutt\’uno non è nè democratico nè liberale. Detto questo, non mi nascondo che certe manifestazioni prestino il fianco alle provocazioni di frange estremiste, ma ripeto, si tratta di problemi di ordine sociale e vanno gestiti non dalla polizia ma dalle istituzioni, con il dialogo e le trattative. Non so se questa volta mi sono spiegata bene, la cosa nasceva dal caso di Federico, che con il discorso di cui sopra c\’entrava perchè la polizia ha gestito il caso come se si fosse trovata davanti un delinquente, e non un ragazzo con problemi forse di droga o forse di disagio giovanile. 

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  8. Alessandra Says:

    Grazie..Finalmente!
    Qualcuno mi affibbia la responsabilità del loro prossimo intervento alle cataratte…
    🙂
     
    Per quanto riguarda Federico, ho letto anche io il blog, solo dopo aver sentito la storia al tg ed è davvero una vergogna..
    Ultimamente è stata pubblicata anche la stessa foto del ragazzo nelle condizioni in cui l\’hanno lasciato..E si ostinano a dire che sia morto per causa delle sostanze stupefacenti che aveva in corpo..
    Alla prossima!

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  9. Valentina Says:

    Ciao, grazie per essere passato sul mio blog…il tuo è davvero molto bello e intenso di notizie che devono diffondersi!
    Non è giusto che certe verità rimangano sotto la sabbia dei soliti…(polizia, governo, chiesa a volte…)
    Continua così!
    Un salutone *valiena*

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  10. lolli Says:

    ciao Frà!
    Finalmente riesco a leggere un tuo intervento anche se non so se è l\’ultimo…
    brutta faccenda quella di quel ragazzo di cui parli si.
    Tutto  è permesso in un paese dove si possono prendere a fucilate i ladri di fiori.
    Ciao e a presto.
    Lo

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  11. TI DO PIENAMENTE RAGIONE…
     
    LA GENTE DEVE SAPERE… è UN DIRITTO QUELLO DI SAPERE…
    E ODIO CHI NON VUOLE SAPERE E CHI NON FA SAPERE….
     
    MA BISOGNA LOTTARE CONTRO QUESTO SISTEMA, QUESTO GOVERNO FASCISTA, CONTRO I FASCISTI IN DIVISA…
     
    VOGLIAMO LA LIBERTà, LA LIBERTà DI SAPERE..SAPERI LIBERI.
     
    E COME SI è VISTO L\’11 MARZO A MILANO , LO STATO SI MUOVE SOLO SE SI FA CASINO… INFATTI LA DIGOS HA APERTO L\’INCHIESTA SULLA MANIFESTAZIONE FASCISTA DI MILANO IN SEGUITO AGLI SCONTRI DEI 300 ANTIFASCISTI DI MILANO… COSA CHE A ROMA NON è SUCCESSA NON ESSENDOCI IL CASINO…
     
    L\’ANTIFASCISMO NON VA PROCESSATO O CONDANNATO
     
    LIBERI GLI ANTIFASCISTI DI MILANO
     
    =L\’ANTIFASCISMO VIVE NELLA LOTTA=

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  12. michael Says:

    interessante il tuo blog  forse un po troppo pesante
     

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  13. beatriz Says:

    Olá!!!
     
    Seu blog esta cada vez mais confuso para mim…mais um dia ei de entender tá!!!
     
     

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